Europa, è tempo di cambiare: su gestione immigrazione servono soluzioni efficaci e condivise

Europa, è tempo di cambiare: su gestione immigrazione servono soluzioni efficaci e condivise

In questa fase l’Europa è al bivio e non può fare a meno di mettere in discussione se stessa. Il mondo va avanti e l’Europa non può rappresentare una roccaforte tecnocratica e burocratica senza quel respiro e prospettiva politica indispensabili per gestire una fase complessa.
E’ tempo di cambiare.
Ne abbiamo parlato a Roma ieri con i ragazzi dello Yepp. Una questione su tutte: le soluzioni che l’Europa propone per la gestione dell’immigrazione non sono né solidali ne pragmatiche: solo egoistiche e fallimentari!
Basta delegare all’Italia il problema, i complimenti di Junker sulla nostra generosità suonano come una beffa. Bisogna fermare le partenze dalle coste africane, adottare il “modello Berlusconi”, siglando accordi con i Paesi frontalieri al di là del Mediterraneo e dando vita ad un Piano Marshall per l’Africa con vincolo di destinazione dei fondi erogati.
Tutti i Paesi europei -soprattutto i newcomers che stanno ampiamente attingendo ai fondi UE- devono uscire dall’egoismo e fare la loro parte rispettando il principio delle quote.
Bisogna modificare il Regolamento di Dublino che è diventato una camicia di Nesso per chi, come l’Italia, riceve la porzione più cospicua di migranti.
L’Italia deve accelerare in un’Europa che può trovare le ragioni dello stare insieme solo in un vigoroso cambio di passo. Basta tentennamenti, basta burocrazia, basta egoismo.
E possiamo farlo solo partendo dai nostri giovani