Dichiarazione di voto in aula sulla fiducia al Governo Conte

Dichiarazione di voto in aula sulla fiducia al Governo Conte

“Non avra’ la nostra fiducia, presidente. E si ricordi che la nostra opposizione e’ corretta e leale sempre, la nostra cifra sono il rispetto e la responsabilita’. Contrasteremo i provvedimenti dannosi, lavoreremo per migliorare quelli vantaggiosi per l’Italia e gli italiani”. Lo dice la capogruppo di Forza Italia in Senato, Anna Maria Bernini, durante la dichiarazione di voto in aula sulla fiducia al governo Conte, “È mancato poco perche’ l’Italia avesse un autentico ‘governo del cambiamento’- sottolinea- con un programma coerente sottoscritto dai leader del centrodestra e un solenne impegno a onorarlo assunto davanti agli elettori. Invece siamo chiamati a pronunciarci su un governo che e’ la maschera di tante contraddizioni, il frutto del compromesso e di 88 giorni di trattative estenuanti e abbastanza surreali. Nel programma che oggi ci ha illustrato e’ indicato il cosa ma non il quando ne’ tantomeno il come. E non sia mai con quali soldi. Impegni verbali, slogan, a fronte di nessun impegno di bilancio. Contraddizioni, tante contraddizioni, questa e’ la cifra del suo programma.” 

Nel programma del governo M5s-Lega, continua Bernini, ci sono “misure stataliste, regressive, giustizialiste, che confliggono con il nostro modello di economia sociale di mercato vicino ai bisogni delle persone, per sottrarre potere allo Stato e restituirlo al cittadino. La vera flat tax, quella del progetto del centrodestra per le persone, per le famiglie, e’ stata molto sacrificata sull’altare del compromesso con i 5 Stelle. Occorreva dare spazio a una misura che con la flat tax e’ in contraddizione, il reddito di cittadinanza, inteso come sussidio a pioggia che disincentiva dalla ricerca del lavoro. Una demagogica misura acchiappavoti che spacchera’ in due il Paese. La capogruppo Fi fa presente che “allo stesso modo siamo fortemente preoccupati da quella parte di programma che ridisegna la giustizia, perche’ contraddice apertamente quanto il centrodestra unito aveva sottoscritto. Una cosa e’ la legittima aspirazione all’ordine e alla sicurezza, altra il trionfo del giustizialismo che gia’ tanti danni e tanti ‘mostri’ ha introdotto nella vita degli italiani. Un nostro alleato, Matteo Salvini, siede accanto a lei, e lo deve al gesto coraggioso di Silvio Berlusconi che non ha voluto impedire la formazione di un governo, pure da noi non condiviso, per evitare un vuoto decisionale e politico che gli italiani non meritavano e non meritano”. – Secondo Bernini, “il governo 5 Stelle-Lega ora e’ unito dal compromesso raggiunto, dalla spartizione di cariche e ministeri, dalla prospettiva di amministrare il potere. Ma- continua- che cosa farete quando dovrete scegliere tra una visione di crescita liberale e un’altra di decrescita, la visione regressiva e immobilista che ha indotto il M5S a dire No alla Tav, alla Tap, ad investimenti infrastrutturali di cui l’Italia che vuole crescere ha disperatamente bisogno?”. Infine per la capogruppo Fi “manca del tutto l’indicazione delle coperture per un programma che puo’ costare ai cittadini italiani fino a 125 miliardi e piu’. La parola ‘pubblico’ compare 72 volte, ‘privato’ solo 16. La ‘concorrenza’ e’ citata 4 volte. Le liberalizzazioni mai”.