Sul “Decreto Dignità” tanto rumore per nulla. Di Maio sta bluffando

Sul “Decreto Dignità” tanto rumore per nulla. Di Maio sta bluffando

Se questo è il modo dei Cinquestelle e di questo governo di mantenere le promesse con un decreto che hanno chiamato ‘dignità’ chissà cosa accadrà nei prossimi decreti a cui mancherà l’appellativo dignità.

Dopo giorni di grandi annunci stasera, forse  il governo approverà il cosiddetto ‘decreto dignità’, in versione light. Pare, infatti, che il ministero dell’Economia abbia ridimensionato giorno dopo giorno i contenuti e i costi del provvedimento di Di Maio.

Tanto rumore per nulla, insomma, in perfetto stile grillino. Rispetto alle attese non verrà abolito il redditometro ma verrà solo previsto un nuovo decreto ministeriale di attuazione, sentita l’Istat e le associazioni dei consumatori, per gli accertamenti relativi ai periodi imposta dal 2016 in avanti.

Non verrà abolito neppure lo spesometro ma introdotta una proroga al 28 febbraio 2019, mentre lo split payment viene cancellato solo per i professionisti e lasciato tal quale come l’hanno trovato per le altre imprese.

E’ evidente che dopo aver ascoltato per due mesi ‘via lo spesometro, via lo split payment, via il redditometro’ quello che ci sarà presentato è, per usare, un eufemismo, il primo grande bluff di Di Maio e soci rispetto alle aspettative sbandierate.