Dopo i dati dell’OCSE di ieri, arrivano quelli dell’ISTAT. Cala la fiducia di famiglie e imprese

Dopo i dati dell’OCSE di ieri, arrivano quelli dell’ISTAT. Cala la fiducia di famiglie e imprese

Dopo l’Ocse che ieri ha registrato l’Italia ultimo Paese del G7 in fatto di crescita, oggi arrivano brutte notizie dall’ISTAT sulla fiducia di famiglie e imprese, il cui indice segna ad agosto una flessione dovuta principalmente al deterioramento dell’economia. E la Borsa apre con un -1%, lo spread sale a 283 punti mentre i listini di Francia, Londra e Francoforte sono positivi.

Con una situazione economica così seria e allarmante, il vicepremier Luigi Di Maio rilascia con nonchalance interviste per chiedere di sforare il 3% del rapporto deficit/Pil per realizzare il reddito di cittadinanza che significa più spesa pubblica e smentisce che ci sia in atto una corposa e pericolosa fuga di capitali dall’Italia segnalata da autorevoli osservatori senza spiegare nulla a proposito.

Le chiacchiere del Di Maio pensiero ovviamente stanno a zero. Intanto, si avvicina l’ora x di settembre quando il ministro Tria dovrà presentare in Parlamento la nota di aggiornamento del Def per indicare con chiarezza, oltre la propaganda bugiarda di Di Maio, la reale situazione dei conti pubblici e le prospettive. E lì che riproporremo le nostre ricette economiche e fiscali, le uniche in grado di rilanciare la crescita. Ed è lì che capiremo quanto potrà ancora reggere questo anomalo governo sorretto da una maggioranza non eletta dagli italiani