Def, ci troviamo di fronte a un documento finanziario che è pubblicità ingannevole, un azzardo puro

Def, ci troviamo di fronte a un documento finanziario che è pubblicità ingannevole, un azzardo puro

Dal primo atto politico del nuovo governo, ci saremmo aspettati un documento che esprimesse una visione, un’idea di Paese, una concreta rappresentazione del ‘cambiamento’. Invece, ci troviamo di fronte a un documento finanziario che è pubblicità ingannevole, un azzardo puro, frutto di contraddizioni culturali, che tradisce gli impegni del centrodestra, a cominciare dalla mancata riduzione delle tasse. Il nostro no è costruttivo.

Non ci scandalizza che state facendo una manovra in deficit, non ci allarma lo sforamento del 2,4% del deficit. La qualità del debito dipende dall’uso che ne fate. Siamo preoccupati per i conti che non tornano, non perché sono arrivate le sonore bocciature del Fmi, della Banca d’Italia, dell’Upb, della Corte dei conti, di Ficht e via dicendo, ma per i numeri oggettivi presentati che impattano sui risparmi e sulla pelle degli italiani. Avete preferito misure assistenzialiste mentre l’unica cosa di cui le imprese e i cittadini hanno bisogno, ossia la riduzione della pressione fiscale sul lavoro, sulle imprese e sulle famiglie, non c’é.

Serve invece una vera riduzione delle tasse e una vera pace fiscale tra contribuenti e fisco. Il capitolo investimenti è ridotto a 3 miliardi nel 2019, con cui ritenete di far aumentare il Pil e la crescita. Ma si tratta di cifra irrisoria a conferma che vince il partito del no alla Tav, no al Tap, al Terzo Valico, no alle Olimpiadi, no alle leve della crescita.  Noi siamo contro questo Def  ma lo siamo costruttivamente perché tifiamo sempre Italia