Lavoro, fallimento del decreto dignità

Lavoro, fallimento del decreto dignità

Ogni giorno ha la sua pena. Dopo il Pil e la seconda lettera dell’Ue, oggi l’Istat, con i suoi drammatici dati sull’occupazione, non fa che certificare il fallimento di questo governo e, in particolare, di una legge, il famigerato ‘decreto dignità’, i cui rischi per le imprese denunciamo fin dai suoi primi, incoscienti passi.

L’unica dignità è quella persa da un esecutivo capace di inventare ricette recessive che invece di portare crescita e sviluppo ci ‘regalano’ sempre e solo numeri preceduti dal segno meno. Avevamo avvertito dei pericoli di un provvedimento che avrebbe provocato la perdita del posto di lavoro per tantissime persone. Purtroppo siamo stati facili profeti.

Non si può imporre per legge agli imprenditori come assumere. Il legislatore non può avere così tanta arroganza da insegnare ciò che invece dovrebbe imparare da chi nel mercato ci vive tutti i giorni, assume rischi in proprio e sa di cos’ha davvero bisogno.

In un rigurgito di dignità il governo dovrebbe fare mea culpa e tornare subito sui suoi passi, ripristinando quella legge Biagi che tanto bene aveva fatto al Paese e in nome della quale un uomo, un profondo conoscitore, lui sì, del mercato del lavoro, ha dato la propria vita