Manovra, dal sovranismo alla cessione di sovranità

Manovra, dal sovranismo alla cessione di sovranità

Dal sovranismo il governo è passato alla cessione di sovranità. Dopo tre mesi di sfide all’Europa, dopo aver assistito a lezioni di neopopulismo, il risultato è che la legge di Bilancio italiana viene riscritta a Bruxelles. Mancano solo i segni di matita rossa e blu e la cessione di sovranità è servita. In Europa è complicato vincere quando si difendono con arroganza numeri sbagliati e conti che non tornano.

Bisogna tenere la schiena dritta con competenza e con gli argomenti giusti. Stasera, durante l’ennesimo vertice notturno di un Esecutivo dilaniato dalle liti, Conte insieme con i suoi danti causa politici, se non vuole incorrere nella procedura d’infrazione, sottoscriverà la manovra, per poi inviarla al Senato che non avrà neppure il tempo di leggerla: dovrà solo votarla. L’ennesimo sfregio al Parlamento che rappresenta i diritti e le aspettative di tutti i cittadini italiani.

Noi saremo in prima linea, nelle aule parlamentari per difendere le nostre proposte, e nelle piazze per informare i cittadini, per spiegare il pericolo di una manovra recessiva che combatte la crescita e trascina l’Italia verso la povertà. Perché la nostra stella polare non è il contratto di governo per la spartizione del potere, ma il bisogno profondo delle famiglie, delle imprese, dei giovani, che hanno diritto ad un futuro, non all’incubo di un Paese che non è lasciato libero di cresce.