Giornata della memoria, l’antisemitismo resta una minaccia terribile

Giornata della memoria, l’antisemitismo resta una minaccia terribile

La Giornata della memoria rappresenta ogni anno una doverosa riflessione sulla tragedia della Shoah, ma forse è arrivato il momento di dire che una sola giornata non basta più, se ancora oggi riecheggiano nel dibattito pubblico infamità storiche come il Protocollo dei Savi di Sion. Insomma, il valore della memoria resta necessario, ma non sufficiente se non lo coltiviamo giorno per giorno.

Scriveva Primo Levi: “Auschwitz è fuori di noi, ma è intorno a noi, è nell’aria. La peste si è spenta, ma l’infezione serpeggia”. Parole che restano purtroppo attualissime, perché in Europa l’antisemitismo trova ancora cittadinanza, tanto che si assiste, in un silenzio assordante, alla più grande fuga di ebrei dagli anni ’40 ad oggi.

L’Olocausto del popolo ebraico resta impresso a lettere scarlatte nella storia dell’umanità come il Male Assoluto, eppure dobbiamo ancora fronteggiare il tentativo scellerato di cancellare la Shoah dalla memoria collettiva.

La politica ha il dovere storico di rimanere accanto a un popolo che è stato vittima di un lucido disegno di sterminio, e ha il dovere morale di trasmettere ai giovani la consapevolezza e la conoscenza del passato. Forza Italia è da sempre schierata al fianco del popolo di Israele, che vive ancora sotto la minaccia di un negazionismo le cui tracce infami si ritrovano perfino nei documenti di alcune organizzazioni internazionali.

E allora cerchiamo di non dimenticare mai le parole di Elie Wiesel, premio Nobel per la pace: “Non dobbiamo consentire che il nostro passato diventi il futuro dei nostri figli”.