Ancora un poliziotto ferito, episodi che si moltiplicano in modo impressionante

A Lampedusa con le Forze dell'Ordine impegnate sul territorio.

Ancora un poliziotto ferito, episodi che si moltiplicano in modo impressionante

Ancora un poliziotto ferito, questa volta nel riminese, all’uscita dal Tribunale, da un nordafricano appena condannato il quale, prima di essere bloccato e portato in carcere, aveva dato in escandescenze all’urlo di “Allah è grande”.

Episodi di violenza come questo si stanno drammaticamente moltiplicando e, sempre più spesso, vedono come protagonisti cittadini di origine straniera. Non possiamo sottrarci, nuovamente, dal mettere in evidenza come il rischio di radicalizzazione dei malviventi e dei detenuti sia un fatto assodato che si unisce, pericolosamente, alla situazione di sovraffollamento degli Istituti carcerari e alla cronica carenza di organico.

Urgono provvedimenti decisi che mettano al primo posto l’adeguamento degli organici delle strutture penitenziarie ma anche il potenziamento delle politiche di rimpatrio e la certezza dell’esecuzione dei provvedimenti di espulsione.

Tutto ciò passa inevitabilmente dalla ratifica di accordi, qualora inesistenti, o dalla loro applicazione, se già stipulati, con i Paesi di origine dei detenuti affinché gli stessi scontino la pena nelle patrie galere. Lo Stato Italiano non può continuare ad accollarsi l’enorme costo, in termini economici e sociali, del mantenimento di tanti pericolosi detenuti stranieri nelle nostre carceri. Detenuti che rappresentano oltre il 30% della popolazione carceraria in Italia, con picchi del 50% in Emilia Romagna e con nazionalità particolarmente “rappresentative”.