L’Erasmus Nord-Sud e gli slogan delle Sardine

Erasmus Nord-Sud

L’Erasmus Nord-Sud e gli slogan delle Sardine

L’amo dello sloganismo ha catturato le Sardine e la padella della propaganda le sta cuocendo una ad una. Leggevo proprio sul Giornale una delle ultime trovate del loro leader: l’Erasmus Nord-Sud. Attenzione.

Personalmente trovo utilissimo creare le condizioni per cui uno studente del Nord completi la sua formazione post universitaria in un Ateneo del Sud. Nel Meridione ce ne sono di eccellenti. Penso all’Università della Calabria, a quella di Foggia, per non parlare di università storiche che hanno formato personalità importantissime della storia italiana quali la Federico II di Napoli o l’Università di Palermo.

Ma non si può ridurre il tutto ad una mera operazione turistica, a una corsa avanti e indietro per il paese. L’Erasmus Italia che invece io ho proposto attraverso un disegno di legge è inserito in un più ampio perimetro di economia della conoscenza, che prevede contatti con l’estero, ritorno dei cervelli, start up innovative, valorizzazione delle nuove tecnologie.

Se non si crea questo circolo virtuoso tra domanda e offerta formativa, non potrà mai esserci neanche un adeguato corrispettivo nel mondo del lavoro. La mia proposta di legge prevede un fondo di 50 milioni per consentire ai giovani di acquisire gli asset di cui hanno bisogno.

Le Sardine hanno quindi “copiato” una mia idea? No di certo, trovo superficiale il loro modo di procedere solo per boutade. Credo molto nei giovani e penso che la politica abbia fatto finora troppo poco. Investire nella formazione è fondamentale per la crescita del nostro Paese.

Da docente posso dire di aver visto tantissimi giovani entusiasti, volitivi, per nulla affetti dallo sconfittismo che certe politiche assistenzialistiche alimentano. Mi batterò per portare avanti un progetto strutturato che con detrazioni, esenzioni fiscali, agevolazioni consenta ai giovani di studiare e essere autonomi.

E cercherò con ogni mezzo di far approvare un Fondo start up per permettere ai ragazzi di essere imprenditori di se stessi in materie legate alle nuove tecnologie.

Si parla tanto di brain drain, di fuga dei cervelli. Vogliamo risolvere il problema? Mettiamo i soldi per assumere le nostre eccellenze nelle nostre imprese.

Solo così si può arginare un’emorragia. Dico basta a provvedimenti “pro tempore”, servono interventi strutturati.

I giovani non hanno bisogno di suggestioni vuote, né di proposte estemporanee, ma di concretezza.

 

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