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Da Conte soliti slogan e niente autocritica

Da Conte soliti slogan e niente autocritica

Anche oggi Conte non ha cambiato format: fa sempre precedere le sue informative alle Camere o da un’apparizione televisiva o da un’intervista a un quotidiano, e poi in aula si limita a fare il riassunto interessato delle puntate precedenti: mai un’autocritica, se non nelle parti che servono a tenere buono un partito di maggioranza, e mai una disponibilità reale all’ascolto delle opposizioni che gli sottopongono le istanze di un Paese che soffre. Del dibattito di oggi resterà nella memoria solo lo sciacallesco attacco dei Cinque Stelle alla sanità lombarda da cui né il premier né un solo esponente della maggioranza ha ancora preso le distanze. Resta il dramma di due milioni di italiani che ancora non hanno visto un euro della cassa integrazione promessa, degli esercenti che non riapriranno mai, delle scuole paritarie che rischiano di chiudere, delle mascherine e dei tamponi che non si trovano e dei divieti impossibili da rispettare. Su tutto questo Conte non ha detto una sola parola. Forza Italia ha pronto il suo pacchetto di proposte sul decreto Rilancio sui voucher, su un massiccio piano di investimenti e sulla semplificazione normativa. Aspettiamo, ancora una volta, il governo alla prova dei fatti.