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Evidenti ritardi su vaccino, i conti non tornano

Evidenti ritardi su vaccino, i conti non tornano

Dopo gli spot natalizi di Conte, Di Maio e Arcuri che si sono attribuiti meriti altrui sull’arrivo dei vaccini in Italia, da oggi servono i fatti, e temo che la differenza tra la narrazione e la realtà sia purtroppo abissale.
Solo oggi, infatti, con evidente ritardo, scade il bando per scegliere la società che dovrebbe selezionare il personale addetto alla campagna di vaccinazione, replicando così l’errore fatto con il bando per le terapie intensive, arrivato a ottobre quando la seconda ondata era già in corso. Ma il governo ha anche problemi di aritmetica: il ministro Speranza, colto da improvviso ottimismo, afferma di voler vaccinare 13 milioni di persone entro fine marzo, confidando che Pfizer, Moderna e AstraZeneca consegnino in tempo le 26 milioni di dosi necessarie.

Ma il vaccino di Astrazaneca è ancora da omologare, e ad oggi mancano ancora 15.000 tra medici e infermieri. Non sono neppure chiari, inoltre – al di là del suggestivo progetto scenografico delle primule – i punti di somministrazione e lo sviluppo degli indispensabili sistemi informatici. Per questo siamo preoccupati: non per fare sterile polemica, ma perché l’anno nuovo non si apra all’insegna dei vistosi errori commessi dal governo nel 2020.
Da oggi il bollettino quotidiano del Covid deve quindi contenere inderogabilmente anche il numero dei vaccinati. Di segreti, nella gestione della pandemia, ce ne sono già stati anche troppi.