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Boom di giovani che tornano in Italia, non perdiamo questa occasione

Boom di giovani che tornano in Italia, non perdiamo questa occasione

Boom di giovani che tornano in Italia, non perdiamo questa occasione

Siamo tutti testimoni delle drammatiche conseguenze economiche e sociali della pandemia. Per far rinascere l’Italia dalle ceneri di questa crisi, è necessario analizzarne tutte le conseguenze. Uno dei temi che ho più a cuore – ormai lo sapete – è il sostegno alle nuove generazioni. Proprio in quest’ottica, credo sia importante ragionare su come questo virus abbia impattato sulla loro vita e sulle loro abitudini.

 

Boom di rientri in Italia: +20% di giovani nel 2020

Una notizia positiva, nel tragico quadro generale che conosciamo bene, sembra esserci: moltissimi giovani che si trovavano all’estero per studiare o lavorare sono rientrati in Italia nel 2020. La crescita dei rientri viene calcolata intorno al 20% (rispetto al 2019) nella fascia d’età 18-34 anni.
Certamente questo incremento può essere strettamente legato alla pandemia, complici due fattori: l’ampliamento della possibilità di lavorare da remoto e il fatto che all’estero non tutte le polizze sanitarie coprano questa malattia.
Qualsiasi sia il motivo del loro rientro, questi giovani rappresentano un tesoro inestimabile per il nostro Paese e, per questo, dovremmo concentrare le energie nel dar loro buoni motivi per restare. Se non si è fatto abbastanza in passato per evitare che partissero, questo è il momento di riconoscere e premiare la loro competenza.

 

Per tanti la pandemia è stata l’occasione per pensare di tornare

La ricerca «COVID-19 – L’impatto sui giovani talenti», condotta dal Centro Studi Pwc nella fase più acuta della pandemia, ci aveva già restituito dati interessanti: 1 giovane su 5 pensava di tornare in Italia. Per tanti la pandemia è stata l’occasione per ripensare alla scelta fatta in precedenza. Se prima del marzo 2020 i giovani sarebbero tornati nelle città di origine solo avendo la certezza di poter migliorare retribuzione e livello di carriera; oggi questi obiettivi hanno perso peso di fronte alla possibilità di stare affianco alla propria famiglia, definita come “un fattore molto rilevante” da considerare.

Quel che è certo è che sarebbe opportuno dare a questi giovani dei motivi più che validi per restare. Da sempre l’Italia fatica a trattenere i propri talenti, perché troppo spesso sacrifica la meritocrazia e mortifica la competenza. Già nel 2019 avevo parlato della necessità di ricostruire la fiducia dei giovani nel nostro Paese e, tenendo a mente quest’obiettivo, avevo presentato il Ddl Giovani.

 

Cosa stiamo facendo concretamente per trattenere i giovani

Neanche nel 2020 siamo rimasti con le mani in mano. Per sostenere concretamente l’occupazione giovanile, Forza Italia ha lavorato all’inserimento nella Legge di Bilancio 2021 di una serie di incentivi per trattenere i giovani meritevoli.

Mi riferisco al “Bonus per le giovani eccellenze”, che prevede uno sgravio contributivo del 100% per i datori di lavoro che assumono a tempo indeterminato giovani con una laurea magistrale a pieni voti o con dottorato di ricerca; a “IO lavoro”, un incentivo per l’assunzione nelle imprese private, con contratto a tempo indeterminato o apprendistato, di disoccupati che abbiano tra i 16 e i 24 anni; e al “GOL”, un’iniziativa con cui si dispongono 233 milioni per il programma nazionale “Garanzia di Occupazione dei Lavoratori”, volto a favorire l’inserimento nel mondo del lavoro di chi è disoccupato, in cassa integrazione o percepisce reddito di cittadinanza.
È stato predisposto inoltre un beneficio fiscale per chi rientra dopo almeno 2 anni di studio o di lavoro all’estero, con il pagamento di tasse solo sul 30% dei redditi percepiti per 5 anni.

Incentivi importanti, ma non sufficienti: dobbiamo fare di più per mettere i giovani al centro del nostro sistema produttivo. Scommettere sulla loro energia e la loro competenza sarebbe il miglior investimento per il nostro Paese.
Oggi, anche alla luce delle incredibili possibilità offerte dal NextGenerationEU, rilancio quest’idea e dico che non possiamo tirarci indietro: il futuro dell’Italia inizia oggi.