Manovra, la Lega non sottovaluti l’allarme degli imprenditori

Quando la nostra imprenditoria, fiore all’occhiello dell’Italia che produce e che rappresenta almeno il 65% del Pil, si mobilita in massa per lanciare un chiaro segnale d’allarme sui grandi rischi connessi a una Manovra recessiva e sui guasti provocati dal blocco delle grandi opere, a cominciare dalla Tav, non si può liquidare tutto come un segnale d’ostilità.

Anche perché l’invito al governo di cambiare rotta arriva proprio da quel settore produttivo che ha sempre guardato con favore le politiche espansive del centrodestra. A preoccupare gli imprenditori – definiti sprezzantemente ‘prenditori’ da Di Maio – sono state solo le azioni del governo, l’appiattimento sulle posizioni oscurantiste dei Cinquestelle, seriamente intenzionati a bloccare ogni possibilità di crescita e sviluppo del Paese.

Per questo invitiamo la Lega a non sottovalutare l’appello del mondo produttivo, a non relegarlo a questioni di mera polemica politica, perché stiamo parlando di un settore nevralgico per il Paese e in nome del quale il centrodestra unito ha sempre condotto importanti battaglie, a cominciare da quella sulla detassazione degli utili d’impresa e degli straordinari, sul taglio dell’Ires e sul rilancio del mercato del lavoro, che questo governo ha invece reso più rigido ed esigente a scapito della produttività. Su queste tematiche e su tante altre, Forza Italia continuerà ad essere in prima linea nelle piazze e in Parlamento per sostenere le uniche ricette che possano liberare l’economia e far ripartire la crescita