Jobs Act, invece di chiedere scusa Pd esulta. Unico antidoto la ricetta di Silvio Berlusconi

Dopo 5 anni di governo, sul mercato del lavoro la sinistra ha generato aspettative e fallimenti.
Anziché domandare scusa agli italiani, Gentiloni, in totale continuità con il suo predecessore, intona inni vittoriosi.

Solo un Matteo Renzi in piena sindrome preelettorale può gioire dei disastrosi effetti del jobs act. Pretenziosa ed inutile già nel titolo, questa legge è andata ben oltre le più catastrofiche aspettative: ha drogato il mercato del lavoro a spese di tutti noi contribuenti, ha illuso milioni di giovani precarizzando come mai prima i modelli contrattuali, ne ha abbassato drasticamente la qualità delle prestazioni e l’aspettativa di professionalizzazione.

Ha fatto un uso sconsiderato e spregiudicato dei voucher, per poi abolirli senza una valida sostituzione, cosa per cui interi comparti sono andati in sofferenza. Dati ISTAT insegnano.

L’unico serio antidoto a questo disastro è la ricetta per la crescita proposta da Silvio Berlusconi, già sperimentata nella legge Biagi (smantellata da governi di centro sinistra mai eletti dagli italiani) e nel programma di centro destra: decontribuzione strutturale del lavoro per abbattere il cuneo fiscale, misure a sostegno dei giovani e della qualità del lavoro.

Solo così, liberando il lavoro dalle catene delle tasse e della burocrazia inutile, si potrà davvero creare valore di impresa, incrementare la produzione e fare ripartire la crescita