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Brusca libero? Schiaffo alle vittime di mafia e a chi crede nella giustizia

Brusca libero è uno schiaffo in faccia alle vittime della mafia, alle persone perbene, a chi crede nella giustizia

Brusca libero? Schiaffo alle vittime di mafia e a chi crede nella giustizia (AnsaFoto) – annamariabernini.it

Come ha ricordato Maria Falcone, la scarcerazione è avvenuta «nel rispetto della legge», quella legge sul fine pena ispirata proprio dal fratello Giovanni. Ma che non rende meno doloroso questo terribile momento.

L’imperfezione è umana, e purtroppo anche del legislatore, che deve saper guardare oltre e sempre stare dalla parte delle vittime e delle persone oneste.

A giugno 2021 la decisione dello Stato italiano di concedere la libertà condizionale a Giovanni Brusca — ex boss mafioso che ha dato esecuzione alla strage di Giovanni Falcone e dello scempio subito da Giuseppe Di Matteo — ha provocato un’ondata di indignazione pubblica e istituzionale.

Non si tratta solo di un atto formale o giuridico: dietro quella scarcerazione ci sono decenni di sangue, lacrime e lotta antimafia. C’è il dolore delle famiglie che hanno perso padri, figli, amici. C’è l’impegno delle forze dell’ordine, dei magistrati, dei cittadini che quotidianamente combattono l’illegalità.

Le vittime non possono essere piegate dal tempo né dalla burocrazia. Ecco perché la società civile, oggi, deve ribadire con forza che il rispetto per la memoria e per la giustizia non è una variabile negoziabile. Serve che le Istituzioni guardino avanti, sì — ma anche che non volgano lo sguardo.

La libertà concessa a Brusca rappresenta, in questo contesto, un punto di rottura: non solo per le vittime che si sentono tradite, ma per l’intero sistema che combatte la mafia e che dovrebbe tutelare, prima di tutto, chi ha già dato tutto.

Allo stesso tempo, il dibattito sull’efficacia delle leggi, sulla durata delle pene, sul destino dei ‘pentiti’ e sulla credibilità della giustizia torna al centro. Non basta dichiarare condanne e scarcerazioni: serve trasparenza, rigore, cultura della legalità.

In un Paese come l’Italia, dove la mafia ha segnato la storia e ancora segna il presente, non possiamo accontentarci della legge che c’è. Dobbiamo lavorare per la legge che serve. E per le vittime che restano.

Antonio Papa

Giornalista pubblicista dal 2010, "fratello maggiore" di tanti redattori del network, autore di trasmissioni televisive. In TvPlay sono, insieme a Claudio Mancini, il conduttore di FantaTvPlay, di "Chi Ha Fatto Palo" e di altri format creati da noi. Sono una persona che ha fatto della scrittura la sua ragione di vita, coronando un sogno che avevo fin da bambino. Il mio motto è “lavorare seriamente senza mai prendersi sul serio”. Cerco di trasmettere la mia passione e il mio entusiasmo alle persone che lavorano con me: quando ci riesco… ci divertiamo!

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