Come maneggiare e utilizzare i prodotti antitarli in maniera sicura? Si tratta di disinfestanti da usare con molta attenzione. Vediamo tutti i dettagli.
Nei giorni scorsi un grave fatto di cronaca ha scosso molto l’opinione pubblica. Ad Alberoro, in provincia di Arezzo, una donna è deceduta dopo che in casa sua era stato effettuato un trattamento antitarlo da parte di una ditta.
È stata ipotizzata una grave intossicazione familiare che ha fatto emergere da parte di molti timori per l’utilizzo di determinati prodotti e per la comprensione dei comportamenti necessari per proteggersi e per evitare qualsiasi rischio. Prima di tutto è bene capire cos’è l’antitarlo e quando e perché può diventare pericoloso.
Parliamo di disinfestanti chimici che sono utilizzati per eliminare i tarli e più in generale gli insetti del legno. Molti di essi contengono insetticidi a base di permetrina e altri piretroidi, biocidi e solventi organici. Si tratta di sostanze molto tossiche qualora assorbite, ingerite o inalate in grandi quantità.
È bene chiarire che il pericolo più elevato non sta nel contatto con il legno trattato dopo giorni, bensì nell’uso improprio senza dispositivi di protezione (Dpi), in ambienti poco ventilati o addirittura chiusi, o nell’immediata esposizione a concentrazioni di vapori. L’eventuale eccessiva esposizione può portare a diverse conseguenze.
Il soggetto colpito può accusare diarrea, vomito e nausea, vertigini, mal di testa, difficoltà respiratorie, irritazioni delle vie aeree e, nei casi più gravi, avvelenamento sistemico. Come già accennato, il riscontro a livello sanitario può dipendere dalla ventilazione degli ambienti, dai tempi di esposizione, dalle concentrazioni dei prodotti utilizzati e dalle condizioni di salute di chi è esposto.
La regola più importante è quindi non respirare i vapori dell’antitarlo. Per applicarlo è bene sempre indossare mascherine Ffp2 o Ffp3, guanti e occhiali protettivi. A questo proposito bisogna anche aereggiare continuamente gli ambienti dove si utilizzano i prodotti fino alla completa evaporazione. Le stanze devono essere ventilate per molte ore dopo l’uso.
Altro consiglio fondamentale è non dormire o sostare per molto tempo negli ambienti dove è stato utilizzato l’antitarlo. Un “divieto” di uno o due giorni, considerando il fatto che i vapori possono ristagnare in soffitte, mobili chiusi, cassetti o intercapedini. La miscela, anche casuale, dei solventi, può portare ad evaporazioni ancora più tossiche, e a reazioni chimiche con effetti irritativi.
Ancora: nessuna disinfestazione fai-da-te. A seconda delle operazioni da effettuare talvolta bisogna affidarsi a professionisti che seguono iter precisi. Persone che rilasciano schede informative e tecniche e sanno indicare i tempi per un rientro al sicuro nei locali trattati. Infine, i prodotti vanno conservati correttamente soprattutto lontano da alimenti, bambini, fonti di calore.
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