Bonus Ristrutturazione: come la sottile linea tra manutenzione ordinaria e straordinaria può costare il 14% di detrazione.
Nel campo dei bonus edilizi, la differenza tra lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria non è una solo una questione di parole, ma una distinzione che incide direttamente sulla percentuale di detrazione fiscale spettante al contribuente.

Questo bivio ambiguo, se mal gestito, può portare l’Agenzia delle Entrate a contestare la classificazione, riducendo drasticamente il beneficio economico. Attualmente, e per gran parte del 2025, i lavori classificati come manutenzione straordinaria su abitazioni principali godono di una detrazione IRPEF al 50%. Al contrario, quelli considerati manutenzione ordinaria (come la tinteggiatura delle pareti o la semplice sostituzione di rivestimenti) hanno detrazioni inferiori, spesso limitate solo a particolari condizioni (ad esempio, se l’intervento fa parte di una più ampia opera di riqualificazione straordinaria, o se riguarda le parti comuni condominiali).
Per il 2025, se l’Agenzia delle Entrate dovesse contestare la natura del lavoro, riclassificandolo da straordinario a ordinario, la detrazione applicata potrebbe scendere bruscamente. Su una spesa di 2.500 euro, ad esempio, passare dal 50% al 36% (la percentuale a cui scenderanno i bonus strutturali dal 2026) significa perdere circa 250 euro di beneficio fiscale. Questa differenza aumenta esponenzialmente con l’aumentare dell’importo dei lavori.
Bonus per la casa: la corretta documentazione tecnica
Per mantenere il diritto alla detrazione al 50%, la corretta documentazione tecnica è l’unica arma del contribuente. Non basta dichiarare il lavoro come straordinario ma è necessario che l’intervento sia tale secondo la normativa edilizia e fiscale.

Per essere classificato come manutenzione straordinaria, il lavoro deve modificare parti strutturali o essenziali dell’immobile, incidere sugli impianti (come la ristrutturazione completa di un impianto idrico o elettrico, non solo la riparazione) o creare nuove divisioni o spostamenti di muri interni. Prima di avviare i lavori, è bene quindi ottenere una descrizione tecnica chiara e dettagliata da parte del professionista (geometra, architetto o ingegnere) che ne attesti la natura straordinaria e la conformità alle normative comunali (ad esempio, con la CILA).
In caso di contestazione da parte dell’Agenzia delle Entrate, il contribuente non è tuttavia senza difese. È previsto un percorso di ricorso amministrativo che permette di presentare la documentazione tecnica a supporto della classificazione. La necessità di distinguere accuratamente i tipi di manutenzione non è un aspetto da sottovalutare, ma un reale e concreto passo che richiede massima attenzione burocratica. Una corretta e meticolosa gestione della documentazione è l’unica garanzia per mantenere il diritto pieno alla detrazione.





