L’utilizzo dell’auto a scopo lavorativo, consente di accedere a diversi benefici fiscali sotto forma di detrazioni.
Parliamo di professionisti, agenti di commercio ma anche dipendenti che possono beneficiare di deduzioni che permettono di ridurre significativamente il carico impositivo sui costi del veicolo.

Le percentuali di risparmio variano drasticamente a seconda dello status del contribuente e della modalità d’uso dell’auto (aziendale, strumentale o personale). Vi diamo una panoramica dei principali meccanismi fiscali attivi sulle spese auto. Per le imprese e i titolari di Partita IVA che utilizzano l’auto per la propria attività, le regole sono specifiche e distinte tra spese deducibili e IVA detraibile.
Auto aziendale in uso promiscuo: questo regime si applica quando l’auto è di proprietà o in leasing dell’azienda ed è concessa in uso al dipendente o all’amministratore sia per lavoro che per uso personale.
L’impresa può dedurre una quota significativa dei costi (acquisto, noleggio, carburante, manutenzione, ecc.). La percentuale di deduzione è elevata e standardizzata, arrivando fino al 70% delle spese sostenute, a condizione che l’auto sia utilizzata per attività lavorativa per un periodo minimo (generalmente 183 giorni all’anno).
Auto per recarsi al lavoro: tutte le agevolazioni
Sull’acquisto o sul noleggio del veicolo, l’IVA è detraibile al 40% se l’uso non è esclusivamente lavorativo. Se l’auto è utilizzata dall’imprenditore o professionista in modo non esclusivo per l’attività, la deduzione dei costi è più limitata, attestandosi generalmente al 20% per le spese di acquisto (entro un limite di €18.075,99) e gestione. Anche qui, l’IVA è detraibile al 40%.

Per il lavoratore dipendente che utilizza la propria auto per recarsi sul luogo di lavoro o per trasferte, le possibilità di detrazione sono molto più ristrette e dipendono dagli accordi contrattuali: se il dipendente utilizza l’auto privata per lavoro su richiesta del datore, può ricevere un rimborso chilometrico esente da tasse (fino a certe soglie ACI), che rappresenta un risparmio indiretto.
Le spese per il tragitto casa-lavoro con auto privata sono considerate spese personali e non sono deducibili in dichiarazione dei redditi. La deducibilità per il dipendente è possibile solo se l’auto è aziendale e concorre alla formazione del fringe benefit.
Il risparmio fiscale sull’auto, quindi, è massimo per i soggetti con Partita IVA e le imprese che sfruttano il regime di uso promiscuo (fino al 70% di deduzione), mentre è quasi nullo per il lavoratore dipendente che usa la propria auto privata per necessità lavorative ordinarie.





