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Bonus Mobili 2026: come approfittare della detrazione al 50% (ed evitare errori)

Un appartamento che profuma di pittura fresca, la luce che scivola su un tavolo nuovo, la sensazione di aver rimesso in ordine non solo le stanze, ma anche le abitudini. Il Bonus Mobili torna nel 2026 e, se lo usi bene, può essere il tassello che mancava per completare casa senza sforzare il budget.

Bonus Mobili 2026: come approfittare della detrazione al 50% (ed evitare errori) – annamariabernini.it

Il Parlamento ha approvato la Legge di Bilancio 2026 il 30 dicembre 2025, con 216 voti favorevoli e 126 contrari. Tra le misure confermate c’è il Bonus Mobili 2026: detrazione fiscale al 50% per chi acquista arredi collegati a interventi di recupero del patrimonio edilizio. La logica è sempre la stessa: se stai ristrutturando, puoi alleggerire il costo di mobili ed elettrodomestici ammessi. Fin qui, buone notizie.

Forse stai già immaginando una cucina più funzionale o un soggiorno meno improvvisato. Anch’io, quando ho rifatto il bagno, ho capito che l’armadio “provvisorio” non era più un piano B: serviva qualità, non solo estetica. Ed è qui che la detrazione aiuta davvero, perché trasforma un desiderio in un investimento sostenibile.

Bonus Mobili 2026, come funziona e come approfittarne

La detrazione al 50% è confermata per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici in connessione a lavori di ristrutturazione. Conta il nesso con l’intervento edilizio, non l’arredo in sé. Il beneficio si ripartisce, come di prassi, in più anni tramite dichiarazione dei redditi (ripartizione e massimali: in attesa delle istruzioni ufficiali 2026). Sono ammessi pagamenti tracciabili; il contante resta escluso. Restano fondamentali fatture e ricevute che identifichino bene i beni acquistati.

Il tetto di spesa specifico per il 2026 e le eventuali soglie di classe energetica per gli elettrodomestici saranno confermati dai documenti attuativi. Evita decisioni affrettate finché non escono le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.

L’acquisto deve essere temporalmente collegato ai lavori: la data di inizio dell’intervento guida l’ammissibilità degli arredi. Conserva le pratiche edilizie o la documentazione tecnica che lo prova.

Bonus Mobili 2026, come approfittarne nel dettaglio

Avvia i lavori: fai partire l’intervento di recupero (anche manutenzione straordinaria). Senza cantiere o titolo valido, il Bonus Mobili non si aggancia.

Pianifica gli acquisti: stila una lista essenziale (letto, armadi, tavoli, cucine, illuminazione; per gli elettrodomestici, rispetta le specifiche richieste quando saranno ufficiali).

Paga in modo corretto: usa carte o bonifici che lascino traccia. Niente contanti. Verifica che nella causale o nei documenti compaiano dati anagrafici e riferimenti fiscali coerenti.

Conserva tutto: fatture, ricevute, schede tecniche, certificazioni energetiche, prova della data d’inizio lavori. È il tuo paracadute in caso di controlli.

Porta la detrazione in dichiarazione: inserisci la spesa tra le spese ammissibili dell’anno e riparti la detrazione come previsto (numero di quote e massimali: attendi le istruzioni 2026 per la conferma).

Esempio pratico: se spendi 4.000 euro per arredi collegati ai lavori, la detrazione 50% vale 2.000 euro complessivi, da ripartire su più anni. L’esempio è valido salvo limiti di tetto di spesa e ripartizione definitiva per il 2026.

Bonus mobili 2026, errori da evitare

Comprare prima dell’avvio lavori.

Pagare in contanti o con metodi non tracciabili.

Sottovalutare la documentazione tecnica degli elettrodomestici.

Confondere arredi decorativi con beni funzionali: la linea è sottile, ma ai fini fiscali conta.

Se vivi in affitto e sostieni tu le spese di ristrutturazione con consenso del proprietario, potresti rientrare. È un caso frequente, ma richiede verifiche puntuali sul titolo e sui pagamenti.

La verità è che una casa cambia quando smetti di rinviare le scelte. Il Bonus Mobili 2026 non è un colpo di fortuna: è un metodo. Qual è l’oggetto che, se entrasse domani in casa tua, renderebbe più semplice la vita di tutti i giorni? Comincia da lì, e lascia che il fisco faccia la sua parte.

R.D.V.

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