Un tempo strumenti insostituibili per i giovani di tutto il mondo, oggi i walkman sono caduti in disuso, ma alcuni valgono una fortuna.
Per tutta l’adolescenza ci hanno accompagnato durante i viaggi, le gite scolastiche e gli spostamenti in auto o sui mezzi pubblici, permettendoci di portare con noi la nostra musica preferita, divenendo fornitori di una colonna sonora per la nostra quotidianità, oggi i walkman sono un oggetto da collezione e alcuni hanno un valore talmente elevato da rappresentare un mini tesoro.

Per chi è nato o semplicemente cresciuto nell’epoca digitale, concepire il valore affettivo che si poteva sviluppare nei confronti di un walkman è semplicemente impossibile. Al giorno d’oggi si ha la possibilità di ascoltare la musica in qualsiasi momento e da qualsiasi tipo di strumento di riproduzione senza nemmeno il bisogno di pagare un abbonamento.
I walkman che potrebbero farvi guadagnare un bel gruzzoletto
La fruizione digitale della musica – a pagamento o meno – consente agli appassionati di sostituire gli strumenti di riproduzione fisica con dei semplici auricolari bluethoot collegati allo smartphone, una soluzione sicuramente comoda e che può pescare all’interno di librerie musicali sconfinate, nelle quali è possibile trovare tutto ciò che è di proprio gusto con un semplice click.

Negli anni ’80 e ’90 la musica gratuita veniva trasmessa solo dalle emittenti radio o dai canali tematici come Mtv, bisognava dunque possedere un televisore o una radio per fruire della musica, ma non si aveva possibilità di scelta, in quanto sia i canali tv che le emittenti (esattamente come accade ancora al giorno d’oggi) avevano una propria scaletta e tendevano a far ascoltare i successi del momento.
L’unica possibilità di scegliere ciò che realmente si voleva ascoltare era acquistare un album o una collection delle Hit da riprodurre nello stereo di casa. Capite bene che la possibilità fornita dai walkman di portare dietro la propria musica preferita era una specie di rivoluzione per l’epoca ed infatti si trattava degli strumenti tecnologici maggiormente apprezzati da quelle generazioni.
Dobbiamo dire grazie (o incolpare) Apple se i walkman sono caduti in disuso prima ancora del completo passaggio alla digitalizzazione della musica. Proprio l’azienda di Cupertino, a cavallo tra i due millenni, immise sul mercato gli iPod, lettori musicali che potevano riprodurre centinaia di canzoni, ognuna delle quali poteva essere acquistata singolarmente dallo store proprietario.
Spiegata per sommi capi la ragione che spingeva ad un legame affettivo verso questi strumenti tecnologici, adesso vi spieghiamo perché quel valore affettivo può tramutarsi in un valore economico non certo indifferente. Come tutti gli oggetti di culto risalenti alla fine del XX secolo, anche i walkman sono divenuti oggi oggetti da collezione.

Chiaramente non tutti hanno preso valore, ma solo quelli che vengono ritenuti per varie ragioni iconici e la cui reperibilità sul mercato è complessa. I più desiderati dai collezionisti sono quelli prodotti da Sony, azienda nipponica che a partire dagli anni ’70 li ha immessi sul mercato divenendo la prima nonché principale produttrice.
Tra i modelli più richiesti c’è sicuramente il TPS-L2 (lo stesso sfoggiato e utilizzato dal protagonista de I Guardiani della Galassia nel primo capitolo della saga Marvel), se ne avete uno in casa ancora funzionante potete guadagnare tra i 500 e gli 800 euro in base allo stato di conservazione, se avete addirittura la scatola originaria potete arrivare persino ai 1.000 euro.
Altro modello molto ambito è il Sony WM EX808HG, modello di punta dell’azienda nipponica negli anni ’90. Dotato di uno sportello interamente in argento lucido e di una custodia in legno pregiato, se in buone condizioni può farvi guadagnare anche 300 euro. Infine il Sony DD Quartz, modello tra i più recenti usciti che da solo vale tra i 150-200 euro, ma che se completo di cuffie, accessori, custodia e scatola sale fino ai 300.





